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Respinto al mittente il disegno di legge regionale 367/10

E la realtà coordinata dei comitati

(Coordinamento provinciale dei comitati di Pesaro, Marche

per rifiuti zero, Vas, Italia nostra Pesaro-Fano, Citas

Barchi, Vallesina, Valcesano, Metauro nostro, Acqualagna,

con consulenza dall’avv. Raffaela Mazzi) ha pensato bene

di restituirlo al mittente. Un procedura che incide così

tanto sulla vita, sulla salute dei cittadini, e sui

territori non può essere ridotta a un esercizio di mera

burocrazia e decisionismo. Occorre che le normative cambino

sì, siano più funzionali... ma alle esigenze dei

territori e non agli interessi politico-affaristici! Lo

dimostrano le tante vertenze giustamente iniziate dai

comitati,che segnalano l’esigenza di una politica

industriale dell’energia, dei rifiuti, dell’acqua, del

paesaggio, dell’edilizia concordata e non imposta in nome

degli interessi economici di pochi.

Il Progetto di legge è un insieme di sviamenti dalla

normativa comunitaria, di non recepimento della convenzione

di Aarhus e relativa normativa sull’accesso alle

informazioni né del Decreto legislativo 152/2006 (Norme in

materia ambientale), e persino della Legge 241/90 sui

procedimenti amministrativi. E non finisce qui: la Giunta

è riuscita anche a distrarsi dalle norme in materia di

Beni culturali e paesaggio (D.Lgsl. 42/2004) e dalla

direttiva 96/61 della Comunità europea sulla prevenzione e

riduzione integrale dell’inquinamento!

Questi rilievi, opportunamente documentati, sono stati

presentati da una Delegazione di cittadini ai componenti

della VI Commissione consiliare regionale il 2 febbraio

scorso.

Il testo è stato quindi RICONSEGNATO alla Commissione

completo di proposte di emendamento le quali, se accettate,

contribuirebbero a ridurre il contenzioso tra cittadini e

pubblica amministrazione. Si è chiesto infatti di

consentire alle autorità competenti in materia ambientale

(Comuni, province, ecc.) e alle associazioni e comitati

legalmente costituiti, di fornire il supporto tecnico

scientifico attraverso esperti di propria fiducia.

Si è suggerito di richiedere al proponente la valutazione

dell’impatto sanitario e garantire all’autorità

competente il contributo istruttorio dei Servizi di

Prevenzione e Protezione dell’ASUR Marche, consentirà di

assolvere alla principale finalità della legge, la tutela

della salute e della qualità della vita.

Si è sottolineato come sia illegale restringere le forme

di pubblicità, informazione e partecipazione del pubblico

al procedimento. Occorre garantire alle autorità

competenti in materia ambientale (Comuni, province, ecc…)

l’espressione della propria DETERMINAZIONE (La proposta di

legge parla invece di “contributo istruttorio”). Un

emendamento suggerisce anche di pretendere che il proponente

asseveri la Proprietà dell’area per la quale si richiede

la VIA, il valore dell’intervento, i dati e le

considerazioni dello Studio di Impatto Ambientale, onde

conseguire maggiore serietà e senso di responsabilità,

regola peraltro richiesta anche per le comuni pratiche

edilizie.

Una grande manifestazione indetta ad Ancona per il 20

febbraio alle ore 15,00, contribuirà a sottolineare le

esigenze dei comitati e a risvegliare l’amministrazione

regionale da un sonno che paralizza la partecipazione

politica e continua a generare inaccettabili Proposte di

legge.

Indietro di Comitati in rete per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano
Ambiente - 08/02/2010 - 09.03


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