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Si è svolta nel pomeriggio di giovedì 4 marzo 2010, la IV commissione consiliare Bilancio dedicata al tema del patto di stabilità 2010 – soluzioni tecnico-amministrative e priorità politiche. Alla riunione sono stati presenti i consiglieri comunali: Luca Serfilippi, Federico Valentini, Carlo De Marchi e Antonio Napolitano. Sono intervenuti come relatori l'assessore al Bilancio del Comune di Fano Riccardo Severi e il Dirigente ai Servizi Finanziari Gaetano Giraldi. “E' stata una riunione interessante - afferma il Presidente della commissione, Luca Serfilippi – in quanto abbiamo constatato e approfondito il grande vincolo imposto dal governo nazionale, che tutti i comuni, province e regioni sono costretti a seguire dal 2007 ad oggi: il patto di stabilità interno”. “Credo che la cittadinanza non si sia resa conto appieno dell'influenza che questa legge abbia sui bilanci pubblici, rendendoli bloccati nel realizzare nuovi investimenti. Il patto di stabilità impone di avere nell'anno di riferimento un saldo finale delle entrate-uscite positivo, tenendo conto solo degli incassi/pagamenti di competenza dell'anno. E' inconcepibile che il nostro Comune avendo realizzato nel 2007 complessivamente 10,5 milioni di euro di Alienazioni Patrimoniali e Oneri deve obbligatoriamente ripetere tali entrate anche nel 2010 per poter rispettare il patto! Senza considerare che la legge impone di migliorare tale risultato, costringendo quindi gli enti territoriali a vendere ulteriore patrimonio pubblico (circa 15 milioni per Fano) al fine di garantire gli investimenti necessari. In una fase congiunturale, caratterizzata da un mercato immobiliare praticamente fermo e da una disoccupazione che ha assunto, nella nostra città e nell’intera Provincia, dimensioni allarmanti, si può facilmente intuire la situazione di disagio e di forte preoccupazione di chi oggi è chiamato a rivestire il ruolo di amministratore pubblico, e deve fornire risposte concrete ai propri concittadini, siano essi operai, artigiani o commercianti”. La situazione ad oggi è questa: senza tener conto che le alienazioni di immobili sono sempre più difficili da realizzare, e senza alienazioni il comune di Fano, come tanti altri comuni italiani, non riuscirebbero nemmeno a pagare lo stato di avanzamento dei lavori già in corso. Termina Serfilippi affermando: “E' paradossale che il Comune di Fano abbia risorse a disposizione per circa 27 milioni di euro depositate in Banca d’Italia, peraltro senza alcun rendimento significativo, e non possa dare corso agli investimenti per un assurdo vincolo di legge. Perché il governo al posto di favorire la ripresa economica attraverso investimenti pubblici da parte degli enti locali, li costringe alla paralisi amministrativa, pur avendone le risorse necessarie? Molti comuni virtuosi di tutta Italia si fanno questa domanda da tre anni a questa parte, senza ricevere alcuna risposta, intanto la congiuntura và avanti e i comuni hanno le mani legate”.
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